CAGES, wood, glue, exuviae of cicada (with resin), 40 elements, unsettled dimensions, 2012-2014-2015
This installation on the stairs of Cascina Cuccagna deals with Nature, change, the present situation (mainly P.I.I.G.S. situation) and the conditions of young people (my generation). Cicadas live underground as nymphs for most of their lives. In the final nymphal instar, they construct an exit tunnel to the surface and emerge. They then molt (shed their skins) on a nearby plant for the last time and emerge as adults. The exuvia, or abandoned exoskeleton, remains, still clinging to the bark of trees. Jean de La Fontaine wrote The Cicada and the Ant, where cicada spends the summer singing while the ant stores away food, and finds herself without food when the weather turns bitter, but in many country all over the wold cicadas have a positive value and are associated to resurrection and the mysteries of Life and Death.
GABBIE, legno, corda, colla, exuviae vetrificate di cicala, dimensioni variabili, 2012-2014-2015
Sui trespoli delle gabbie vegetano cicale come crostacei d'oro o uccelli canori. Regna il silenzio. Perché le cicale non cantano? Non sono qui, sono volate via. In prigione ci sono solo le loro spoglie. Dopo anni come larve, forti di una vita sotterranea, hanno scavato buchi nel terreno, si sono aggrappate per lasciar indurire l'esoscheletro che proteggeva forme nuove: hanno rotto l'involucro esterno, teso le ali nuove irrorate di linfa. Sono fuggite per canti d'amore, spargendo la loro voce e la loro prole nel sole della vegetazione dorata.
Bamboccione, signore della muta e della resurrezione, musiciste, creature della terra e dell'aria tipiche del paesaggio mediterraneo e globale, le cicale simboleggiano questo difficile periodo di grandi mutamenti e stasi apparente, generazioni in bilico, moti sotterranei, affioramenti del rimosso. Sanno vivere sottoterra, scavare il proprio percorso nell'oscurità, per poi sbucare alla luce del sole, irrigidire l'esoscheletro esterno, riconfigurare gli organi interni e volare via abbandonando la forma che le ha protette per anni, in vista di nuovi canti d'amore. E' un ciclo biologico carsico, misconosciuto, spontaneo e misterioso, in cui tempi e attesa si configurano in modo diverso rispetto alla nostra aspettativa e concezione di vita. E' un'adolescenza lunghissima, strana, braccata dalle talpe e dai rivolgimenti degli aratri, in vista di un fulgido volo nel sole della breve maturità. Le spoglie di questo percorso tortuoso sono costituite da un involucro dorato, sottile come un capello, che riporta la forma ninfale e la posizione assunta durante la muta, mentre la parte superiore appare divisa in due dal solco di fuoriuscita dell'insetto adulto, che permette di vedere l'interno.
L'opera presenta un accumulo di gabbiette contenenti i resti della muta di questi insetti, quasi un tentativo provvidenzialmente fallito di ingabbiare la Natura, i moti inconsci, il mutamento, la voce del futuro e della poesia. Costituisce anche una riflessione sul difficile periodo che stiamo affrontando e sulla mai generazione.








